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Dopo le "interviste possibili" ... adesso parlo io: il mister Lorenzo Veronese.
"Il titolo può sembrare un pò spocchioso ma la realtà è che, oltre ad essermi fatto carico della gestione del settore per il Gruppo Canoe Polesine da oltre 10 anni, sono l'unico allenatore di canoa polo in attività, regolarmente diplomato al corso della Federazione Italiana Canoa Kayak, non solo in Polesine ma in tutto il nord est.
Seguendo il percorso formativo previsto dalla FICK ho ottenuto prima la qualifica di "Allievo-istruttore" (oggi Tecnico di Base), poi quella di Istruttore e finalmente nel 2007 ho conseguito a Roma il diploma di allenatore con la specializzazione canoa polo mentre il nostro Enrico Zilli otteneva il titolo di Allenatore di "Acqua Piatta". Mi si permetta di dire anche che il nostro percorso formativo seppur molto impegnativo e qualificante non è ancora finito (ne mai finirà almeno finchè durerà la passione per il mondo della canoa e dello sport) dato che la Federazione richiede una continua attività di aggiornamento per il mantenimento del titolo. Domenica 15 gennaio infatti è prevista a Bologna per una lezione del professor Guerrini sullo "Sviluppo della Forza nei giovani e della Forza Esplosiva negli adulti", se il nome del relatore non vi dice nulla vi basti sapere che è il marito e l'allenatore della pluriolimpionica della canoa velocità Josefa Idem.
Oggi, alla vigilia della mia VENTUNESIMA stagione agonistica, è ormai tempo di cambiare le mie priorità, il gruppo di polisti che si formato in seno al GCP, grazie principalmente alla fiducia accordatami in tanti anni dal presidente Federico Simonetta, merita infatti di essere seguito con maggiore attenzione e disponibilità da bordo campo.
Sia chiaro non ho nessuna intenzione di appendere la pagaia al chiodo (con quello che costa poi ;) ma il mio giocare mi vedrà sicuramente al di fuori della prima squadra (finalmente dirà qualcuno ;) e senza alcuna pretesa di risultato.
I tempi e soprattutto gli atleti sono ormai maturi per fare il salto di qualità e questo indipendentemente dalla prospettata fusione con il CC Bologna. I nostri ragazzi hanno dimostrato già nella stagione 2011 di essere pronti per la serie A e in un gruppo così omogeneo, giovane e allenato la mia presenza stonerebbe decisamente. Inoltre il mio apporto da bordo campo dovrebbe essere decisamente più utile alla causa del Gruppo Canoe Polesine.
Se infatti la mia crescita come atleta/allenatore è stata alimentata dal poter giocare con tanti veri campioni, da avversario ma anche e soprattutto da compagno di squadra nei collegiali della Nazionale, nei tornei con la maglia Azzurra e con le squadre di vertice nelle quali ho militato (Pro Scogli Chiavari nel 1997 e Canottieri Comunali Firenze nelle stagioni 2004 e 2005), fortunatamente per i giovani del Gruppo Canoe Polesine oggi è possibile trovare già in ogni allenamento nelle acque di casa un ottimo livello di gioco e soprattutto un buon agonismo.
L'attuale gruppo di polisti polesani è nato nel 2004 quando, dopo una stagione di grandi tensioni e difficoltà il GCP si era guadagnato sul campo il diritto di giocare in serie A per il secondo anno consecutivo. Tutti gli sforzi sono stati però vanificati dalla mancanza del necessario ricambio generazionale per quegli atleti ormai incapaci di reggere gli impegni e i sacrifici che la massima divisione richiede. In quel momento è stata lampante la necessità di avere un settore giovanile attivo e abbiamo cominciato a lavorarci in modo deciso ed organizzato facendo scelte anche difficili che ci hanno portato ( e ci porteranno) grandi soddisfazioni.
Oggi abbiamo infatti una ventina di praticanti suddivisi in una squadra senior in cui l'atleta più anziano ha 24 anni, una squadra under21 di ottimo livello e una formazione under18 che nel 2011 è salita sul podio ai Campionati Italiani.
Sono convinto che la varietà delle esperienze non possa che fare bene ai giovani atleti ed è per questo che consiglio loro di cogliere ogni occasione per mettersi alla prova e confrontarsi nel loro sport (come nel caso dei collegiali aperti organizzati dalla Federazione o di allenamenti amichevoli con altre squadre) ma anche in altre discipline che possano avere punti di contatto ma una maggiore "cultura sportiva" rispetto alla giovane canoa polo ( per essere più chiaro faccio gli esempi della canoa slalom e della velocità che sicuramente possono migliorare la tecnica del canoapolista, oppure di sport di squadra come pallamano, pallanuoto e basket che hanno aspetti tattici similari alla nostra disciplina oltre a permettere un miglioramento della sensibilità nel tocco del pallone).
E' però lampante che la canoa polo, per la sua particolare complessità data dagli aspetti tecnici e tattici oltre che dalle necessarie competenze atletiche, è una disciplina che richiede degli allenamenti molto specifici e ben organizzati. Negli ultimi due anni nonostante le difficoltà societarie date dal cambiamento di sede siamo riusciti ad onorare tutti i nostri impegni agonistici ottenendo anche due podi nazionali (con l'Under21 nel 2010 e con l'Under18 nel 2011) e a portare due nostri atleti ai Mondiali di Milano con la Nazionale Under21. Sorge spontaneo chiedersi cosa avremmo potuto fare se i nostri ragazzi avessero potuto allenarsi con la dovuta serenità?
Sono inoltre convinto che l'ulteriore passo avanti per il nostro Gruppo sarà fatto quando finalmente avremo a disposizione 7 giorni su 7 un campo fisso e regolamentare per la pratica della canoa polo. Creare una struttura del genere presso il Porticciolo Turistico di Rovigo avrebbe un costo relativamente basso (se paragonato a quello di una qualsiasi altra struttura sportiva e data la particolare conformazione dell'area) e ci permetterebbe di allenare i nostri campioni come meritano. Una struttura del genere, pressochè unica in Italia, darebbe al Gruppo Canoe Polesine la possibilità di ospitare manifestazioni, gare e collegiali che porterebbero in città atleti e pubblico dall'Italia e dall'estero.
I ragazzi che ho l'onore di allenare stanno facendo grossissimi sacrifici per raggiungere i loro obiettivi mentre potrebbero tranquillamente non impegnarsi come fanno moti loro coetanei e anche molti adulti. Spero di non essere il solo a ritenere che il loro impegno debba essere valorizzato e premiato con fatti concreti oltre che con tante belle parole. Mi ripeterò ma sono convinto che la cosa più importante per questi atleti sarebbe proprio quella di potersi allenare con la meritata tranquillità."
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