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Le interviste possibili: Michele Palmia PDF Stampa E-mail
Società - Informazioni
Domenica 04 Dicembre 2011 17:40

Nel terzo capitolo delle "Interviste Possibili" vi presentiamo con enorme piacere una delle colonne portanti del Gruppo Canoe Polesine: Michele Palmia. Leggete con attenzione le saggie parole di questo giovane ed appassionato atleta/dirigente/studente/lavoratore/ecc.

B: Ciao Michele, ti vuoi presentare...

M: Buondi', mi chiamo Michele Palmia e gioco a canoa polo da... un po troppo tempo. Sono anche parte del Consiglio Direttivo del GCP. Attualmente vivo e studio a Cork, in Irlanda.

  B: Quando hai iniziato a fare canoa polo e perchè proprio uno sport così "complicato"? 
M: Ho iniziato con l'olimpica, non saprei dire quando ma ero certamente abbastanza piccolo: ricordo che ci allenavamo nel vecchio capannone e l'ostello era in cantiere, ma la polo era ancora distante dai miei orizzonti. La velocita' pero' non era certo il mio forte, e quando Pietro Frigato si e' unito al gruppo dei polisti nel 2004 l'ho seguito senza indugi! Alle gare sarei diventato ultimo dopo una carriera da penultimo, non piacevole. La canoa e' stata una scelta piu' o meno obbligata a causa di un mio problema congenito che mi rende facilmente soggetto a lussazioni a spalle ed anche; problema che mi ha reso difficile praticare qualsiasi altro sport e che invece la canoa ha piu' o meno risolto.  
 
B: Ci racconti il tuo più importante successo sportivo?

M: Il successo al quale tengo di piu', probabilmente l'unico al quale tengo veramente in realta', e' il terzo posto nazionale in U21 nel 2010. Dall'infausto giorno nel quale ci siamo dichiarati miglior under 18 d'europa (eh si ognuno ha i propri scheletri nell'armadio, ma anche tu hai giocato la tua parte lasciandoci fare) in poi penso che quello sia stato l'obiettivo di tutti noi insieme alla promozione in A. Lavorare insieme ai miei compagni per quel traguardo e' stata una grandiosa esperienza, e non mi stupisce che Jacopo nella sua intervista di qualche tempo fa abbia detto che assistere a quella giornata l'ha colpito. Direi che questo potrebbe essere il luogo e il momento adeguato per ringraziarti di tutto quello che hai fatto per metter in piedi e allenare questo gruppo. Non so poi se gli sviluppi futuri della squadra siano gia' stati resi pubblici ma... in bocca al lupo a tutti per quest'anno, ragazzi!!

 

B: ...piano piano non svelare troppe novità ai nostri lettori... Oltre alla canoa polo quali sono le tue passioni? 
M: Oddio che domanda, direi che mi piace tutto quello che mi permette di confrontarmi con la natura, dall'alpinismo alla vela. E mi piace studiare. E la radio. E la musica naturalmente. E i libri. E l'arte in generale. E le cose belle. Mi piacciono un sacco di cose.
B: Sbaglio o sei dottore in qualcosa? ci spieghi di cosa si tratta?
M: No non sono dottore! Sono un "dottore" all'italiana, nel senso che sono laureato triennale in Ingegneria dell'Informazione a Padova, ma sono ancora lontano dal diventare veramente dottore. Il titolo di dottore a livello internazionale si chiama PhD e si ottiene dopo un dottorato di ricerca! L'Ingegneria dell'Informazione invece non ha nulla a che fare con call center o servizi clienti; si tratta della branca dell'ingegneria che studia i sistemi di trasmissione di informazioni: telecomunicazioni, informatica, bioingegneria, elettronica.

 

B: Modesto e precisissimo come sempre. Dove ti trovi ora esattamente?  Come ci sei arrivato e cosa stai facendo?

M: In questo momento sono nella mia stanzetta a Cork, nel sud dell'Irlanda (e' la seconda citta' per numero di abitanti nella Repubblica dopo Dublino). Sono qui per un anno come studente Erasmus: in pratica frequento il primo anno della specialistica - Ingegneria Informatica - all'University College Cork.

 
 
B: Hai fatto fatica a integrarti nella verde Irlanda o, come si maligna da queste parti, ti sei trovate subito a tuo agio nell'isola dei folletti?

M: Staccarsi per la prima volta da casa e dalla famiglia e' per forza faticoso, ma qui mi piace parecchio e direi che non e' stato troppo difficile! Prima di partire il consiglio che ci hanno dato e' stato quello di evitare i connazionali per quanto possibile. Per quanto cinico possa sembrare, ho cercato di adottare questo approccio e nonostante a volte si riveli assolutamente faticoso sto apprezzando i risultati ogni singolo giorno! Prima di partire non ci avevo pensato, ma arrivato qui mi sono accorto che stare concentrato tutto il giorno per ascoltare discorsi in una lingua che non e' la mia e' terribilmente stancante: forzarsi a frequentare persone che non parlano italiano e' l'unica soluzione per fare progressivamente meno fatica. Una cosa che mi ha colpito tantissimo e' come l'universita' tratta gli studenti qui. In pratica il concetto e' "Se stai bene con te stesso e con gli altri, studierai meglio e avrai migliori risultati". E con questo pretesto finanzia Associazioni e Club universitari perche' facciano attivita' di tutti i tipi, 7 giorni su 7, 24 ore al giorno: c'e' veramente sempre qualcosa da fare.

M: Tra i club che l'universita' finanzia c'e' naturalmente anche la canoa. Sono ufficialmente parte dell'UCCCC - l'University College Cork Canoe Club!

 

B: Che differenze trovi nel modo di  fare sport in Irlanda rispetto alle tue abitudini italiane?

M: E' abbastanza semplice direi: prendi il nostro approccio alla canoa, togli qualsiasi riferimento all'agonismo e ottieni lo stile Irlandese! Questo non vale per tutti gli sport naturalmente, anzi - le squadre di football gaelico o di hurling, gli sport nazionali, per esempio non hanno questo approccio, come anche molti altri club - ma per la canoa funziona. Penso che le ragioni siano di due tipi: da un lato se lo possono permettere perche' hanno bei torrenti immersi in paesaggi stupendi a pochi passi da casa, dall'altro lo stile di vita Irlandese e' molto lontano da qualsiasi tipo di gara/agonismo/sfida. La cosa piu' vicina a una gara alla quale ho partecipato durante un weekend away (ossia un fine settimana durante il quale l'universita' paga trasporto e alloggio da venerdi a sabato in un luogo ameno in Irlanda e si fa attivita' col club per tre giorni) e' stata una sfida per valutare chi riusciva a tenere per piu tempo sollevato davanti al corpo - schiena dritta e braccia distese - un barile di birra. Questo secondo aspetto e' particolarmente connaturato in questo club perche' essendo un club universitario punta molto sulla socializzazione piu' che sulla qualita' degli atleti. Devo dire che pero' e' comunque gradevole passare da una rudimentale partita di canoa polo a scendere un torrente a fare kayak-surf in oceano. Dall'altro lato non l'avrei detto ma mi manca fare un po' di allenamento serio in acqua o in palestra con i ragazzi.

 

B: Sembra tutto molto divertente! Hai dei consigli per dei giovani studenti-atleti che volessero fare un'esperienza come la tua?

M: Fatelo! Fatelo e basta! Se vi fa paura, fatelo a maggior ragione. Se pensate che costi troppo, non e' vero, non spenderete molto piu' di quanto fate spendere ai vostri genitori a casa. Se vi fa paura l'idea di stare tanto tempo distanti dalla famiglia e dagli amici avete ragione, ma fatelo lo stesso, fa bene! Se avete paura di perdere un anno di universita' perche' non riuscirete a fare nemmeno un esame pensateci bene: dipende tutto (TUTTO E SOLO) da voi.

 

B: Hai già trovato la pentola piena d'oro o stai ancora cercando il tuo arcobaleno?

M: Pensavo di averla trovata, poi qualcuno l'ha messo in Dubbio, e aveva ragione.

B: Allora non ti posso che augurare buona fortuna di tutto cuore per la tua ricerca! GRAZIE MILLE MIC... a presto!